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Mastino in letizia.

Domenico Letizia alleva mastini napoletani ed è uno tra i più attenti esegeti della razza. Gli abbiamo fatto qualche domanda per capire quale possa essere il futuro del colosso di casa nostra.

Di Tommaso Guerrieri

 È una delle razze più antiche. Secondo alcuni il mastino napoletano era addirittura il cane più diffuso nell’antica Roma, in una forma pressoché identica a quella attuale. Ma è anche una razza attuale, amatissima nel nostro paese, e anche all’estero. Non troppo, non troppo diffusa per sua fortuna, ma comunque capace di raccogliere entusiasmo e curiosità ogni volta che appare sui ring di una esposizione, in qualsiasi parte del mondo. Siamo andati da Domenico Letizia,titolare, con la moglie, dell’allevamento napoletano <<dei Guardiani del Volturno>>, una delle sedi <<eccellenti>> del mastino … indigeno. A lui abbiamo chiesto di raccontarci a che punto è la razza e quali sono le sue prospettive.

<<Il mastino napoletano è un cane che arriva a noi direttamente dall’antichità-annota Letizia-. Esisteva ben oltre il Duemila avanti Cristo, e speriamo che duri, così com’è, oltre il centomila dopo Cristo. L’allevamento attuale, inteso come assistenza alla crescita e al miglioramento della razza, e comune a tutti noi che amiamo il mastino napoletano, che va sempre di più crescendo e raffinandosi, anche perché negli allevatori aumenta la conoscenza e il desiderio di aumentarne le prerogative.

L’allevamento inteso come produzione, riproduzione e conservazione delle caratteristiche della razza dedica tutto il suo tempo alla continuazione e alla rivalutazione di queste caratteristiche.

Ed è mio parere che le prospettive dell’allevamento migliorino sempre di più>>

Ma cosa è cambiato, negli ultimi anni?

<< Inizialmente gli allevamenti erano semplici agglomerati di cani, dispersi per le campagne, ora si stanno espandendo, e non solo in Italia, ma anche in molte parti d’ Europa, e adesso anche negli Stati Uniti. Quindi ormai l’amore per questa razza è universale,anche perché si tratta di una razza da guardia perfetta>>.

E rimanendo in Italia, come funziona l’allevamento?

<< L’allevamento italiano è in progressiva espansione. Sorgono sempre nuovi allevamenti. Molti sono attratti dall’amore sviscerato per la razza, e altri, va detto, dal deleterio desiderio di fare soldi. Comunque ci sono attualmente degli ottimi allevamenti, che basano il loro lavoro esclusivamente sulla qualità, piuttosto che sulla quantità dei soggetti, mirando al miglioramento della razza. Anche perché il mastino napoletano è una razza che richiede una continua e attenta dedizione>>.

Ma dove si allevano i migliori mastini napoletani?

<< La risposta è forse ovvia, ma certamente i migliori si allevano all’ ombra di quel Vesuvio che li ha protetti e conservati per millenni. È qui, e sarà sempre qui che nasceranno i migliori mastini, anche se alcuni con ne vorrebbero cambiare non solo il luogo d’ origine, ma anche la sua eterna fisionomia e la sua proverbiale possanza, e anche  se alcuni, soprattutto all’estero, auspicherebbero un rimpicciolimento della stazza, e vorrebbero trasformare il mastino napoletano in un cane più malleabile, quasi “da salotto”>>

Come sono i rapporti all’ interno del club e fra gli allevatori?

<< I rapporti tra i componenti del club, di cui mi pregio di essere il vicepresidente, e tra gli allevatori, sono basati sulla reciproca stima e su una sincera amicizia. Anche perché sappiamo che tutti abbiamo bisogno di aiutarci, scambiandoci consigli ed esperienze>>.

Quali sono i principali problemi della razza?

<< Come disse Vandoni, circa venti anni fa, “il mastino napoletano è un accumulo di problemi”. Il primo problema sta nell’accompagnamento: deve essere aiutato, perché ormai da decenni non riesce ad accoppiarsi da solo. Senza l’amore e l’aiuto del premuroso padrone, questo cane sarebbe scomparso nel tempo. E anche nel parto ci sono spesso grossi problemi, perché le doglie non sono energiche, e si rende necessario il parto cesareo. Poi i cani appena nati hanno bisogno di continua

E attentissima cura e assistenza: occorre fare attenzione che tutti i cuccioli succhino al petto della madre, a turno, anche perché su una decina di cuccioli, la madre ha solo quattro o cinque mammelle veramente funzionanti. Senza contare il fatto che la stessa madre, essendo così pesante, girandosi un po’ può schiacciare i cuccioli. Un altro problema legato al peso è il fatto che le cartilagini delle zampe anteriori si piegano con facilità, e per questo io ai cuccioli do da mangiare di più la sera, in modo che riposino e digeriscano senza correre appesantiti>>

Ma a parte questi problemi che potrebbero essere definiti “strutturali” della razza, che cosa si può fare per migliorare la selezione del mastino napoletano?

<<Seguire il proprio intuito e soprattutto non cambiare di una virgola le direttive di uno standard. Non vedo altre possibilità>>.

A chi consiglierebbe un mastino napoletano?

<<A tutti quelli che hanno un po’ di spazio o perlomeno la pazienza e quindi l’amore necessario per portarlo ogni giorno fuori. Ma soprattutto lo consiglierei a tutti quelli che hanno bisogno di un guardiano che sappia morire per loro>>.

 

 

Il mastino napoletano può essere

Considerato, secondo Domenico Letizia,

il miglior guardiano che esista. Per la

sua possanza, per la fedeltà al padrone,

ma anche per il coraggio insito nel suo

patrimonio genetico,a sacrificare la propria

vita  per proteggere il padrone e la sua

famiglia. Nelle foto alcuni dei migliori

soggetti selezionati da Letizia.

 

 

Tratto dalla rivista “CANI”

EDITORIALE OLIMPIA

Maggio 2000

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